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Chistu dolce te piace eh? E mò c’ ‘o saccio
ordino al cuoco che a partir d’adesso,
stà pastiera la faccia un pò più spesso.
Nun solo a Pasca, che altrimenti è un danno;
pe te fà ridere ha dda passà n’at’ anno!

La Pastiera Napoletana è forse uno dei dolci più rappresentativi del periodo pasquale.                                                                              Le origini di questo dolce sono incerte, probabilmente nato all’interno del convento di San Gregorio Armeno a Napoli e inventato da una suora proprio per il periodo pasquale. Essa, infatti, potrebbe aver unito i diversi ingredienti per associare gli elementi tipici del simbolismo cristiano (uova, ricotta e grano) alle spezie provenienti dall’Asia e all’estratto di agrumi del giardino del convento. Quel che è certo è che le suore del Convento di San Gregorio Armeno erano le vere maestre nella preparazione della pastiera.

La sua nascita, però, è anche legata a leggende ben più antiche, addirittura del periodo Greco e Romano. La leggenda vuole che la sirena Partenope avesse scelto il Golfo di Napoli come sua dimora, da dove allietava i cittadini con la sua voce melodiosa. Per ringraziarla, ogni anno, si celebrava un misterioso culto, durante cui la popolazione portava dei doni a Partenope: farina, simbolo di ricchezza; ricotta, che rappresenta l’abbondanza; le uova, che richiamano la fertilità; il grano cotto nel latte, a simboleggiare la fusione di regno animale e vegetale; i fiori d’arancio a rappresentare il profumo della terra campana; le spezie che uniscono popoli diversi e lo zucchero, per celebrare la dolcezza del canto della sirena. Partenope mescolò i doni e creò la pastiera.

Ricetta

Per un ruoto (teglia circolare con bordi alti 3/5 cm) da 28 cm di diametro

Per la frolla:
  • 500gr di farina
  • 200gr di zucchero
  • 3 uova intere
  • 200gr di sugna (strutto) a temperatura ambiente

 

Per il ripieno:
Procedimento

Per il ripieno:

Mettere il grano in una pentola con il burro, il latte, la scorza di limone e la vaniglia. Cuocere a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto per 30 minuti circa, fino ad ottenere una crema densa. Lasciare da parte a far raffreddare.

Frullare la ricotta con lo zucchero e tenere da parte.

In un’altra ciotola amalgamare 5 uova e 2 tuorli, la cannella in polvere e l’essenza di fiori di arancio.

Unire i tre composti, quello con il grano, quello con la ricotta e quello con le uova e, una volta amalgamati bene, aggiungere la frutta candita a pezzetti.

Per la frolla:

Unire la farina con lo zucchero.

Su una spianatoio, creare un vulcano con il composto di farina e zucchero, mettere al centro lo strutto a pezzetti e le uova. Iniziare ad amalgamare la farina a uova e burro, andando ad unirle partendo dal centro del vulcano.

Continuare ad impastare fino ad ottenere un panetto lisci e compatto.

A questo punto dovrete stendere la frolla. Dovrete ottenere un’altezza di 5mm, potete procedere in due modi:

-utilizzate un mattarello e stendete la frolla fino ad ottenere lo spessore desiderato, in questo caso, quando andrete a posizionare la frolla nella stampo, bucherellate il fondo.

metodo della nonna: stendete la frolla con le mani, è più complicato ma assicura un ottimo risultato in termini di friabilità. Non avrà poi bisogno di essere bucherellata.

Decorazione e cottura:

Unghete il vostro stampo con un po’ di strutto e foderate con la pasta frolla. A questo punto, se avrete steso la frolla con il mattarello, bucherellate leggermente il fondo.

Versate il ripieno all’interno, fino a circa un centimetro dal bordo, perché poi gonfierà. Con il rimanente impasto andate a creare delle striscioline e poggiatele sul ripieno andando a dare una forma romboidale. Sigillate bene i bordi e infornate in forno preriscaldato a 160° per un’ora e un quarto/un’ora e mezza (dipende dalla potenza del forno).

Una volta cotta lasciatela all’interno del forno spento, con uno spiraglio aperto, finché il forno non è freddo.

Ora, finalmente, potrete gustare la vostra pastiera!